
Uno degli errori più comuni che, troppo spesso, le aziende commettono nella gestione della propria mobilità è quello di concentrarsi solo ed esclusivamente sul prezzo d’acquisto, quando in realtà stanno osservando solo la punta dell’iceberg.
Dietro ogni veicolo della flotta aziendale, ogni rifornimento, ogni ricarica elettrica e ogni rimborso chilometrico, infatti, si nascondono costi, inefficienze e opportunità non colte che possono pesare significativamente sul bilancio aziendale.
Ma quali sono i 5 errori più comuni nella gestione della mobilità aziendale? E come le aziende possono evitarli per trasformare la flotta da sola voce di costo ad effettiva leva strategica?
Molte aziende credono di avere tutto sotto controllo, valutando l’efficienza della propria mobilità guardando principalmente al prezzo al litro della benzina o al costo per kWh – nel caso della ricarica elettrica.
Il problema fondamentale di questo approccio è che non inquadra correttamente la complessità della mobilità aziendale, che nel frattempo genera una serie di costi ben più ampia, come:
La soluzione è chiara: aziende e liberi professionisti devono adottare un approccio più completo, basandosi sul Total Cost of Ownership (TCO), che consente di valutare il costo reale della mobilità aziendale. Il TCO, infatti, comprende sia i costi diretti (carburante, assicurazione, manutenzione) che quelli indiretti – e spesso invisibili – come la gestione amministrativa o l’impatto fiscale.
Quando si parla di sostenibilità, molte aziende tendono a considerare solamente le emissioni allo scarico (Tank-to-Wheel o TTW), autoconvincendosi che passare all’elettrico sia automaticamente la soluzione più green.
In realtà, questo approccio risulta essere molto miope perché si limita ad analizzare consumi ed emissioni solo durante l’utilizzo del veicolo, fornendo una visione immediata ma parziale dell’efficienza energetica della flotta. Di fatto, in questo modo le aziende si limitano a comunicare sostenibilità, senza però misurarla effettivamente nel modo corretto.
Il vero impatto della sostenibilità sulla mobilità aziendale, infatti, si basa sull’intero ciclo di vita dell’energia (Well-to-Wheel o WTW), che comprende:
Ricapitolando, può essere che un veicolo elettrico alimentato da energia prodotta da combustibili fossili abbia un impatto ambientale superiore a quello di un’auto ibrida (ne abbiamo parlato qui).
Molti fleet e mobility manager si destreggiano tra le carte carburante di un fornitore, le stazioni di ricarica di un altro, la gestione burocratica e amministrativa manuale e il calcolo dei fringe benefit – gestendo quindi la mobilità a compartimenti stagni. Questo, molto spesso, può generare un grande aumento degli sforzi e diverse difficoltà gestionali derivanti dalla mancata visione d’insieme.
Il punto fondamentale da comprendere è che la mobilità aziendale non è una somma di strumenti separati, ma un ecosistema integrato in cui ogni elemento influenza e si integra con gli altri. Adottare un’unica soluzione, infatti, permette di automatizzare processi amministrativi, monitorare in tempo reale costi e consumi e, di conseguenza, prendere decisioni strategiche basate su dati concreti e aggiornati.
Negli ultimi anni, quello della mobilità si è dimostrato (e confermato) un settore in rapida e continua evoluzione e regolamentazione normativa. Non aggiornarsi su fiscalità, fringe benefit, incentivi ed emissioni può tradursi in sanzioni e opportunità perse.
Affidarsi a un partner specializzato permette di restare sempre aggiornati sulle evoluzioni legislative e adeguare i processi aziendali alle nuove normative.
Leggi anche: Tabelle ACI 2026 per il calcolo del fringe benefit per le auto aziendali
Molte aziende tendono a rimandare ancora il cambiamento, vedendo la sostenibilità solo ed esclusivamente come un costo. Investire (termine scelto non a caso) in una mobilità sostenibile, infatti, non dev’essere visto come una spesa aggiuntiva, ma come un investimento strategico che genera benefici concreti e valore tangibile e misurabile:
Evitare questi 5 errori è il primo passo per ottimizzare la gestione della mobilità aziendale e trasformare la flotta in una vera leva strategica.
Come partner specializzato in soluzioni di mobilità aziendale, Edenred Mobility Italia si propone di aiutare aziende, PMI e liberi professionisti ad ottimizzare la gestione amministrativa, raggiungere obiettivi di sostenibilità e adottare soluzioni e servizi integrati per la propria flotta.
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